Culturalmente siamo portati a considerare la tristezza come un’emozione negativa, da cancellare o nascondere. Invece, come tutte le emozioni, anche la tristezza ha un ruolo molto importante nella nostra vita.

Ovviamente se siamo pronti a riconoscerla, accettarla e, al momento giusto, trasformarla.

Vale la pena di andare più a fondo…

❓Che cos’è la tristezza? A cosa serve? Possiamo in qualche modo trasformarla in una nostra alleata accogliendo la lezione che viene ad insegnarci?

Ogni emozione, dal punto di vista “bio-logico”, svolge una propria importante funzione. La tristezza per esempi, quando sopraggiunge a seguito di un evento che ci colpisce, come ad esempio un lutto o un abbandono, è necessaria proprio perché il lutto va vissuto ed elaborato, e non ignorato come se nulla fosse accaduto.

🤕La tristezza è una condizione che ci permette di chiuderci, ripiegarci su noi stessi e isolarci. Ci insegna a vivere il dolore, ad accettarlo e ad accogliere ciò che è accaduto per poi andare avanti e rinascere più forti e consapevoli di prima.

La medicina biologica, che mette in relazione la mente col  corpo, attribuisce una forte correlazione fra l’emozione della tristezza e come organo è collegata ai polmoni.

L’eccesso di tristezza, così come la tendenza a reprimere e non vivere l’emozione, tende dunque a manifestarsi con affezioni a carico del polmone.

🫁Nei polmoni risiede la nostra “voglia di vivere”, il respiro stesso della vita. La tristezza in eccesso o trattenuta va quindi ad incidere sulla nostra capacità e voglia di “respirare la vita”.

Per limitare il flusso dei pensieri tristi e ossessivi è molto utile fare con esercizi di respirazione diaframmatica, profonda e consapevole.

✨Le nostre emozioni ci raccontano di noi ogni istante, impariamo ad ascoltarle e a comprendere i loro messaggi sul corpo per fare in modo che non si trasformino in malattia.




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